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Borgo

Torviscosa e il poeta Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto 1826 – Bellagio 1944). Invitato a Torviscosa da Franco Marinotti nel 1938, il vero artefice dell’avventura industriale e urbanistica che dette vita alla città-fabbrica, il poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti visitò i luoghi di produzione agricola e industriale in un giorno solo, il 27 agosto, per poi tesserne le lodi in un lungo componimento poetico. Il poema, battagliero come tutti i componimenti futuristi, inneggia alla vittoria della Dea Geometria sul caos delle campagne per domare la canna palustre e sortire il foglio di cellulosa. Il poema di Torre Viscosa fu sicura fonte di ispirazione per il nome definitivo della cittadina. Marinetti fu già in regione durante la prima guerra mondiale; ferito all’inguine nel 1916, venne curato presso l’ospedale militare di Udine, dove fu visitato anche da Gabriele D’Annunzio, con il quale ebbe una complessa relazione di simpatia e antipatia. Durante la breve convalescenza scrisse (dettandolo a un commilitone, lo scrittore Bruno Corra) un manualetto dal titolo Come si seducono le donne, che si rivelò il suo primo vero successo commerciale.

Definita di volta in volta città di fondazione, città-fabbrica, città dell’autarchia e città della cellulosa, Torviscosa è il frutto di un’accorta operazione industriale che si sviluppò a partire dalla fine degli anni 30 sotto l’egida e con il favore di Benito Mussolini ma soprattutto sotto la guida del patron Franco Marinotti, CEO della Snia e poi della Saci e primo podestà della cittadina, il più formidabile comunicatore della sua creazione.

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